martedì 3 novembre 2009

DIRITTI IN PIAZZA

7 novembre: “Diritti in piazza”. La CGIL organizza la seconda giornata della tutela individuale, per rispondere ad un malessere diffuso nel paese contro la perdita del potere d’acquisto di salari e pensioni che rischia di approfondire il disagio sociale di tante famiglie italiane alle prese con una pesante crisi economica. Il sindacato promuoverà iniziative in tutte le piazze d'Italia.

martedì 29 settembre 2009

1° PARTE

Il 26 settembre del 2008 la CGIL di Avellino ha inaugurato la nuova sede in via Padre Paolo Manna ad Avellino.Un sindacato moderno si caratterizza non soltanto per le politiche e le strategie,ma anche per la funzinalità e la modernità della propia sede e dei propi uffici,per la capacità di offrire agli utenti ed agli iscritti una sempre maggiore fruibilità delle propie strutture anche dal punto di vista fisico.Radicamento sul territorio,capacità di seguire e gestire i processi amministrativi e di sviluppo,collaborazione e confronto con le istituzioni territoriali,sono i presupposti dell'azione sindacale della CGIL di Avellino,che mantiene al centro della propia missione,il sostegno ed il supporto ai lavoratori,ai disoccupati,alle famiglie.
ATTIVITA' CGIL DELL'ULTIMO ANNO:
SABATO 27 SETTEMBRE 2008 la CGIL Irpina scende in piazza per i diritti e per cambiare le scelte del governo.
MARTEDI 07 OTTOBRE 2008 Sciopero degli edili con assemblea alla città ospedaliera.
MARTEDI 14 OTTOBRE 2008 la CGIL presenta le proposte sul PIANO STRATEGICO della città di Avellino,avviando un percorso e dialogo con l'amministrazione e con le altre forze sociali.
MERCOLEDI 22 OTTOBRE 2008 la CGIL di Avellino ospita il sindacato francese della CGT.
GIOVEDI 30 OTTOBRE la FLC di Avellino insieme agli studenti partecipano allo sciopero generale della scuola.
SABATO 2 NOVEMBRE 2008 la CGIL partecipa alla manifestazione sull'ex isochimica con proposte di screnning sanitario e riutilizzo dell'area bonificata.
LUNEDI 10 NOVEMBRE 2008 Sciopero Nazionale dei Lavoratori della Mobilità,altissima adesione tra gli autoferrotranvieri Irpini.
VENERDI 14 NOVEMBRE Grande successo dello sciopero della F.P. in Irpinia contro il protocollo Brunetta firmato da CISL e UIL.
VENERDI 21 Mobilitazione contro la precarietà:iniziativa del NIDIL e CGIL.
SABATO 22 NOVEMBRE Futuro e Precarietà in Irpinia:l'unione degli studenti e la CGIL incontrano le Istituzioni.
MERCOLEDI 03 DICEMBRE 2008 Contratti PUBBLICI E SICUREZZA DEI CANTIERI:due iniziative della CGIL.
VENERDI 12 DICEMBRE Sciopero generale della CGIL che propone il sostegno agli investimenti,al welfare e agli immigrati:corteo e manifestazione ad Avellino con una massiccia adesione.
LUNEDI 22 la CGIL incontra il Vescovo Forte donando 1000 EURO per stare idealmente e fisicamente al fianco degli emarginati.
SABATO 24 GENNAIO 2009 tutta la CGIL di Avellino si mobilita per iniziare la raccolta delle firme al Referendum per dire "NO"al contratto della scuola.
MARTEDI 27 E MERCOLEDI 28 GENNAIO Due convegni (Avellino e Ariano Irp.)sulla gionata della memoria.Shoah:il dovere di non dimenticare.
VENERDI 29 La CGIL di Avellino denuncia il commissario prefettizio della Provincia di Avellino in relazione alla nomina illegittima in senso all'IACP di Avellino.
LUNEDI 2 FEBBRAIO Contromanifestazione e proposta di piattaforma per uscire dalla crisi in Irpinia della CGIL alla visita di rappresentanti del governo:governo-incontra.
MERCOLEDI 04 Iniziativa della FIOM per lo stato di crisi nel settore metalmeccanico:FMA,ASTEC,ASM,ARCELOR.
LUNEDI 09 FEBBRAIO Proposte di mobilità sostenibile della FILT e CGIL all'incontro con l'Assessore Genovese del comune di Avellino.
GIOVEDI 12 FEBBRAIO Iniziativa della FILCEM a Solofra sulla crisi del settore della concia.
MERCOLEDI 18 FEBBRAIO Iniziativa CGIL sui risultati della ricerca effettuata dall'Ires CGIL Campania sull'economia ed il sistema produttivo dell'Irpinia,con il coinvolgimento di tutte le categorie.
VENERDI 27 FEBBRAIO La FIOM organizza una manifestazione congiunta della FMA e ALFA di Pomigliano per la battaglia per il diritto al lavoro.

domenica 13 settembre 2009

GRANDE !!!! EPIFANI

Epifani, non ci rassegniamo, il Mezzogiorno è una priorità per il Paese
13/09/2009 Alla prima festa della CGIL Campania il Segretario Generale interviene sul piano annunciato da Scajola, “il governo apra un tavolo e ci ascolti”

Non si rassegna la CGIL: il Sud è e resta una priorità per l'intero Paese. E la passione messa per mettere su la prima festa della CGIL Campania, in una delle aree simbolo dei problemi economici e irrimediabilmente sociali della regione (Torre del Greco) lo dimostra. Nell'area degli ex mulini, luogo fascinoso e decadente, emblema della dismissione industriale della provincia di Napoli, il Segretario Generale della CGIL, Guglielmo Epifani, viene accolto con grande calore da centinaia di persone. Eppure la dura realtà del luogo riporta tutti con i piedi a terra: prima del suo intervento, infatti, Epifani incontra i lavoratori della B-Ticino (incontrerà poi quelli della Alcatel e di Atitech), una delle poche realtà industriali presenti in questa difficile provincia di Napoli e in area di smobilitazione.

La CGIL da tempo chiede di focalizzare l'attenzione su quest'area del paese perché “questa è una crisi che farà pagare al Mezzogiorno il costo più alto”, esordisce Epifani, intervistato dal direttore de 'Il Mattino', Virman Cusenza, di fronte ad una numerosa platea giunta da tutta la regione. Il rischio è, infatti, spiega il leader sindacale, “che quello che si chiude qui non verrà più riaperto, pregiudicando non solo le reti economiche, ma soprattutto quelle sociali e di legalità”. Eppure il governo non sembra percepire il pericolo perché, oltre il piano decennale annunciato dal ministro Scajola alla Fiera del Levante, “il Mezzogiorno è il grande dimenticato nel dibattito politico di questi mesi”.

Sul punto, da Torre del Greco, Epifani risponde al piano annunciato dal ministro dello Sviluppo economico. “Il governo apra un confronto con tutte le realtà del Mezzogiorno - ha detto il Segretario Generale della CGIL -, ci dica quali sono le sue scelte e si confronti” ma, avverte, “non inventiamoci che la soluzione dei problemi sia la costruzione di centrali nucleari, rigassificatori e oleodotti. Non penso sia giusto pensare al Sud come ad un luogo nel quale si produce o si trasporta energia. Non può essere utilizzato solo come una grande area di consumo”. La formula giusta è il 'tutto si tiene'. “Qui c'è bisogno di sanità, di scuole, di infrastrutture e di tessuto industriale: lo sviluppo deve tenere assieme tutte queste cose”. Per questo ci sono 'controsensi' che non tornano nell'operato del governo: i precari della scuola, che pagano i tagli della 'riforma' Gelmini, sono concentrati soprattutto qui in Campania e in Calabria. “Perché, mi chiedo, creare tutti questi precari qui se poi deve pagargli l'indennità di disoccupazione: se li devi pagare fallo per ciò che sanno fare”, afferma Epifani.

La CGIL ha idee e progetti per il Mezzogiorno che vuole confrontare con il governo e con tutte le parti coinvolte, dalla politica al mondo del lavoro. Ma c'è un punto fermo da cui partire: la difesa strenua dell'occupazione. “Qui il lavoro va difeso con le unghie e con i denti e mi piacerebbe che il governo lo dicesse”. Non si stanca di ripeterlo il numero uno della CGIL: “Da questa crisi si esce tutti insieme. Non se ne esce se si pensa di abbandonare questa parte del paese”.

Il contributo del sindacato, per tirare il paese fuori dalla crisi, è essenziale, così come lo è stato in questi mesi governando responsabilmente la crisi: “Nessuno qui ha 'la ricetta' per affrontare e risolvere i problemi del Mezzogiorno - ha detto -. Se ne esce solo mettendo assieme le proposte di tutti e confrontandole perché ognuno è portatore di una parte di verità che da sola non basta. C'è l'urgente bisogno di una sede seria di confronto dove guardare in faccia la realtà e discutere insieme sul come fare le cose utili: in questo senso il metodo diventa sostanza”. Ma oltre il metodo c'è anche il merito. In chiusura Epifani annuncia, quella che il direttore Cusenza definisce una 'chicca', ovvero una delle proposte che la CGIL vorrebbe avanzare al governo, nell'attesa sempre più pressante di un tavolo di confronto sul Mezzogiorno: “Perché - ha concluso Epifani - non destinare le risorse incamerate dallo scudo fiscale al Meridione?”.

venerdì 4 settembre 2009

Contratti: adesione al 90% per lo sciopero delle industrie alimentari
FLAI CGIL, forti di questa risposta da parte dei lavoratori chiediamo a Federalimentare di riconvocare immediatamente il tavolo di trattative
04/09/2009
I lavoratori delle industrie alimentari hanno scioperato per tutto il mese di agosto a sostegno delle trattative per il rinnovo del Contratto nazionale, che si erano bruscamente interrotte lo scorso 6 agosto. L'adesione allo sciopero indetto da FAI CISL, FLAI CGIL e UILA UIL, si legge in una nota della FLAI CGIL, “è stata massiccia ed ha raggiunto il 90% su scala nazionale. In tutte le aziende sono state bloccate, inoltre, le prestazioni aggiuntive, le flessibilità e i nuovi accordi di scorrimento”.

“La straordinaria partecipazione allo stato di agitazione indetto unitariamente da tutte le Organizzazioni sindacali di categoria - ha commentato il segretario generale della FLAI CGIL Stefania Crogi - dimostra la ferma e convinta volontà dei lavoratori di avere il Contratto collettivo nazionale di lavoro rinnovato, diritto che gli e' stato finora negato dall'incapacità di Federalimentare di formulare una controproposta credibile utile a determinare un esito positivo delle trattative“.

“Forti di questa risposta da parte dei lavoratori - ha continuato Crogi - chiediamo a Federalimentare di riconvocare immediatamente il tavolo di trattative con l'intento di giungere al rinnovo del CCNL. Il tempo dei tira e molla è scaduto e qualora non fosse possibile riprendere da subito le trattative - ha concluso il Segretario generale della FLAI CGIL - non esiteremo un istante nel promuovere ulteriori iniziative di lotta”.

domenica 5 luglio 2009

Epifani, in autunno lavoratori a Roma perché il governo veda i volti di questa crisi
02/07/2009 Dalla 13° edizione della festa di Serravalle Pistoiese il leader della CGIL esplicita la mobilitazione e annuncia un presidio permanente a Palazzo Chigi

Un governo che continua a negare la crisi ha bisogno di guardarla in faccia per prenderne coscienza. Per questo motivo, mentre con tutta probabilità “in autunno la situazione sarà ancora più pesante”, la CGIL porterà a Roma i lavoratori perché il paese possa vedere “i volti di questa crisi”, mentre un gazebo permanente di fronte a Palazzo Chigi, e animato dai delegati delle mille aziende in crisi, sarà una testimonianza che “questo è un paese dove non si danno risposte”. Il segretario generale della CGIL, Guglielmo Epifani, coglie l'occasione del faccia a faccia col numero uno del Partito Democratico, Dario Franceschini, offerta dalla 13° edizione della CGIL incontri 'Diritti e Libertà' a Serravalle Pistoiese, per esplicitare la mobilitazione già annunciata all'Assemblea Nazionale della FIOM.VIINFORMO


Sollecitato, infatti, da una domanda del moderatore dell'incontro, il direttore del quotidiano 'La Stampa', Mario Calabresi, spiega i termini della mobilitazione. “Per l'autunno vedo una situazione progressivamente pesante: sono molte le aziende in crisi e tanti i punti di sofferenza e io sono per non lasciare soli questi lavoratori”, ha spiegato Epifani poco prima di annunciare le intenzioni del sindacato. Infatti, che la crisi ci sia, benché il governo continui a negare, sono i numeri a confermarlo, e ciò che dietro questi si nasconde. “I conti dicono che il Paese andrà indietro di 5 punti di Pil, e penso anche qualcosa in più”, ha detto il leader di Corso d'Italia aggiungendo che una percentuale del genere vuol dire “90 miliardi di euro bruciati”. Ciò significa “avere fabbriche che chiudono, imprese che spariscono, lavoratori in cassa integrazione - per chi la ha -, precari senza lavoro”.


Da questa consapevolezza, confermata da tutti gli istituti di statistica, nazionali e internazionali, con la sola voce contraria del governo, il segretario generale della CGIL ha mosso le sue critiche all'operato dell'esecutivo. Secondo Epifani, infatti, se si fossero messi in campo “soldi veri” e non “provvedimenti che si autofinanziano”, come l'ultimo decreto varato dal governo, la caduta del Pil sarebbe stata meno pesante. “Si poteva arrivare a meno 3 punti - ha detto - mettendo risorse in due direzioni: la prima, riavviando la domanda interna attraverso un sostegno ai consumi detassando le spese dei lavoratori dipendenti e dei pensionati; l'altra, rendendo 'flessibile' il patto di stabilità che vincola i comuni”. Ma un governo che nega la crisi, e i suoi effetti, di conseguenza non si attrezza per affrontarla e “qui sta la critica della CGIL al governo”. Una critica che fa male al governo che, di fatti, soffre di una sorte di “sindrome” per cui quando viene criticato dà la colpa alla CGIL, come accaduto con la sua visita a Napoli. “Ma siamo in democrazia e una critica o un fischio capita a tutti. Non è che c'è qualcuno che è indenne dal diritto di fischio: è la democrazia”, ha chiosato Epifani tra gli applausi della platea.


Ma in un confronto, quello tra il leader della CGIL e quello del Pd, che ha toccato tutti i temi della politica e quelli della crisi, è stata la cronaca a irrompere e, segnatamente, il drammatico incidente di Viareggio. “Un fatto tragico eppure esemplificativo di un mondo senza regole che va corretto”, ha detto Epifani nel sostenere che per quanto si possa parlare di fatalità, questa “è una costante delle cose che accadono ma mai quella che le scatena”. Viareggio è per questi motivi “una metafora dei nostri tempi, di una globalizzazione non regolarizzata, di un processo di liberalizzazione che per funzionare ha bisogno di regole certe e efficaci”. Ma, nello specifico, per il leader CGIL, anche le Ferrovie dello Stato devono porsi il problema della sicurezza perché una parte dei nostri treni, siano essi merci o per pendolari, “non è degna di un paese civile”. Motivi che hanno portato il segretario generale a proporre “un provvedimento che preveda si rottamino i vecchi treni dei pendolari e anche le vecchie navi in modo che si lavoro e anche maggior sicurezza”. Il governo, ha sollecitato in conclusione Epifani, “provi ad avere un'idea su questo”VIINFORMO

giovedì 25 giugno 2009

Contratti: FILCAMS, firmato ‘Patto per il lavoro’ tra sindacati, Confcommercio e Confesercenti
Martini, si conclude positivamente la lunga vicenda del contratto separato del terziario
25/06/2009

Raggiunta l’intesa tra FILCAMS-CGIL, FISASCAT-CISL, UILTUCS-UIL e Confcommercio per la difesa dell’occupazione nel settore del Terziario, Distribuzione e Servizi con la sottoscrizione del ‘Patto per il Lavoro’. La stessa intesa, inoltre, è stata raggiunta tra le organizzazioni sindacali di categoria e la Confesercenti. Per il segretario generale della FILCAMS, Franco Martini, l’accordo sottoscritto “conclude positivamente la lunga vicenda del contratto separato del terziario, siglato il 18 luglio 2008”. Nei prossimi giorni, fa sapere la categoria, partirà la consultazione delle lavoratrici e dei lavoratori per approvare l’intesa nei luoghi di lavoro.

“La conclusione unitaria - osserva Martini - è stata resa possibile dal confronto che in questi mesi si è sviluppato tra le parti e che ha portato a chiarire la piena legittimazione del II livello di contrattazione, aziendale e territoriale sull’organizzazione del lavoro, comprese tutte le materie controverse dell’accordo separato”. Per il numero uno della FILCAMS, “fin dal primo momento questo è stato l’obiettivo centrale dell’iniziativa sviluppata dalla FILCAMS e per questo l’intesa va apprezzata”.

Per Martini, in ogni caso, “l’intesa raggiunta non risolve tutte le questioni aperte nel quadro sindacale generale e di categoria. Tuttavia, offre condizioni nuove e più avanzate per ricercare utili convergenze, soprattutto nello sviluppo della stagione contrattuale per il rinnovo dei CCNL di settori e per il pieno sviluppo della contrattazione di II livello”.

lunedì 22 giugno 2009

Sindacati: Epifani, per ritrovare l’unità partiamo dai temi che ci uniscono

20/06/2009 Dalla festa CISL di Levico Terme il leader CGIL indica i punti per un’azione unitaria: la richiesta di un tavolo anti crisi e una strategia comune sul fisco

Ripartire dai punti che uniscono provando, al tempo stesso, a gestire con intelligenza quelli che dividono. Questa la linea indicata dal segretario generale della CGIL, Guglielmo Epifani, nel confronto con i leader di CISL e UIL, Raffaele Bonanni e Luigi Angeletti, nel tentativo di ricercare una strada per la ricomposizione dell’unità sindacale. L’occasione del confronto la offre la festa della CISL a Levico Terme alla tavola rotonda ‘Le prospettive del sindacalismo in Italia’. Alle spalle c’è la frattura che ha diviso le tre confederazioni sulla riforma della contrattazione ed i tentativi di ricucitura sulle regole della rappresentatività e della democrazia sindacale, ultimo in ordine di tempo l’invito promossa da Epifani al congresso della CISL.

Alla luce delle divisioni di questi mesi, l'unità sindacale può ripartire da singoli e specifici punti. Tra questi: la richiesta al governo di un tavolo anti crisi e azione comune sul fisco per promuovere sgravi a favore dei lavoratori dipendenti e dei pensionati. “Abbiamo tanti punti su cui abbiamo opinioni diverse - ha detto Epifani dal palco cislino di Levico - il giudizio sul governo, sulla crisi e sul contratto. Ma anche temi come la lotta all'evasione, gli sgravi fiscali e la gestione delle crisi industriali a livello locale che affrontiamo in modo unitario”. Un’esperienza territoriale eppur comune da non sottovalutare. “Quando ci sono queste cose - ha infatti aggiunto il leader CGIL - bisogna quindi partire da ciò che unisce gestendo con intelligenza i punti in cui siamo divisi e discutendo con saggezza quelli che ci accomunano". Ed è in questo elenco che Epifani include i temi strettamente ‘sindacali’, ovvero la rappresentanza e la democrazia sindacale. Punti su cui, ha ancora una volta ribadito, “siamo disposti a discuterne".

E se la valutazione sulla crisi, e sui suoi effetti, divide il mondo sindacale, il giudizio della CGIL sull’azione di ‘contrasto’ del governo è molto netto: deve fare di più perché fino ad ora ha fa fatto troppo poco. “Non si può dire che è la crisi peggiore dal dopoguerra ad oggi e poi affrontarla con un secchiello d'acqua”, ha detto il numero uno di Corso d’Italia facendo riferimento ai dati sulla crisi economica forniti da Confcommercio (e che denunciano come la ricchezza degli italiani farà un salto all'indietro di dieci anni per effetto della crisi). “Per mesi siamo stati i soli a denunciare la gravità della crisi - ha affermato il segretario generale -. Peccato che si sia perso troppo tempo perché il problema è che è stato fatto troppo poco o nulla. Di fronte ad una delle crisi più grave di sempre sono state adottate misure ordinarie”.

Così come sul bonus alle aziende che non licenziano proposto dal ministro del Welfare, Maurizio Sacconi, Epifani rilancia perché, ha detto, “ci vuole anche un meccanismo premiale per chi rinnova i contratti a tempo determinato e per quelli dei collaboratori che sono i primi a subire gli effetti della crisi”. Una posizione di merito ben definita perché adesso è più che mai necessario avere “una strategia meno casuale e più attenta”, ha aggiunto ribadendo, infatti, la necessità di intervenire per sostenere e rilanciare la domanda interna. “Bisogna supportare gli investimenti e affrontare il problema dei consumi popolari”. Colpisce la CGIL, infatti, “l fatto che si trovino più manovre anticrisi varate dagli enti locali che dal governo nazionale: bisogna dunque - ha concluso Epifani - fare di più”.