venerdì 18 dicembre 2009
Crolla l’occupazione, mezzo milione di lavoratori in meno
Secondo l’ISTAT 508mila posti di lavoro persi nel III trimestre rispetto allo stesso periodo del 2008. E’ il calo peggiore dal 1992. Il tasso di disoccupazione all'8,2%. Per la CGIL, la dura realtà dei fatti supera la propaganda: è ora di agire
17/12/2009
Crolla l’occupazione nel terzo trimestre dell’anno. Secondo la rilevazione sulle forze di lavoro diffuse oggi dall’ISTAT, l’occupazione è diminuita nel terzo trimestre di 508.000 unità rispetto allo stesso periodo del 2008 (-2,2%), mentre ha perso 120.000 unità rispetto al secondo trimestre dell’anno in corso. Un calo che, fa sapere l’istituto statistico, è il peggiore dal ’92 (anno di inizio delle serie storiche elaborate dall’istituto di Via Cesare Balbo), e che 386.000 posti sono stati persi nell'industria.
L’ISTAT fotografa un mercato del lavoro che “continua a deteriorarsi” e un paese dove non solo diventa sempre più difficile trovare un impiego ma anche nel quale cominciano a perdere il posto non solo i precari ma anche coloro che hanno un impiego ‘standard’, ovvero un contratto da dipendente a tempo pieno e indeterminato. Rivista al rialzo anche la stima sulla disoccupazione di ottobre – diffusa nelle scorse settimane – che porta il tasso dei senza lavoro all’8,2% (il dato provvisorio era dell’8%) e i disoccupati nel mese a 2.039.000 unità (invece di 2.004.000).
“La dura realtà dei fatti alla lunga supera dunque ogni tipo di propaganda: adesso siamo ad uno snodo chiave è il momento delle responsabilità e delle azioni concrete”, afferma il segretario confederale della CGIL, Fulvio Fammoni, circa le stime diffuse oggi dall’ISTAT. Un’analisi, rileva il dirigente sindacale, che “fotografa gli effetti reali della crisi sull’occupazione che si era cercato di nascondere dietro un ingiustificato ottimismo di facciata”. Ma soprattutto, aggiunge, “sono dati purtroppo in continuo peggioramento, nonostante il più ampio ricorso agli ammortizzatori sociali, con centinaia di migliaia di persone tutti i mesi in Cassa integrazione, e che confermano le tendenze negative per il lavoro nel 2010”.
L’incontrovertibile verità dei numeri fanno dire a Fammoni che “occorrerebbe da subito produrre il massimo sforzo per prolungare le tutele e ampliarle a chi ne è privo, così bloccare i licenziamenti e far ripartire la produzione e lo sviluppo in maniera consistente. Ma se l’obiettivo centrale per lo sviluppo è non chiudere imprese e non perdere lavoro - conclude Fammoni - la inadeguatezza della Legge Finanziaria, che oggi sarà approvata con l’ennesimo voto di fiducia, è sotto gli occhi di tutti”.
Ritornando alla rilevazione, l’ISTAT rileva che gli occupati complessivi nel terzo trimestre erano 23.010.000, 508.000 in meno rispetto allo stesso periodo del 2008 (-2,2%) e 120.000 in meno rispetto al secondo trimestre (-0,5%). Il dato tendenziale è il peggiore dall'inizio delle serie storiche (1992) e quindi anche di quelli segnati nella crisi del 1994 (con 492.000 posti persi nel primo trimestre). Il calo si è concentrato nell'industria in senso stretto (-307.000 posti con un calo del 6,1%) e nelle costruzioni (-4% pari a -79.000 unità) mentre i servizi hanno perso 97.000 posti (-0,6%).
L'Istituto di Via Balbo segnala come a questi numeri vadano comunque affiancati quelli sulla Cassa integrazione perché circa 281.000 persone ancora occupate hanno dichiarato di non aver lavorato o aver lavorato un numero inferiore di ore nella settimana di riferimento dell'indagine perché in Cassa. Il tasso di occupazione (tra i 15 e i 64 anni) ha il quinto arretramento tendenziale scendendo al 57,5% dal 59% del terzo trimestre 2008. Nella media del trimestre il numero delle persone in cerca di occupazione arriva a 1.814.000 unità (286.000 in più rispetto allo stesso periodo del 2008), dato comunque superato da quello di ottobre che segna per i disoccupati quota 2.039.000 unità (299.000 in più rispetto a ottobre 2008). Nel terzo trimestre le forze di lavoro sono diminuite di 222.000 unità rispetto allo stesso periodo del 2008 (-0,9%) e di 50.000 rispetto a un anno prima. Il calo dell'occupazione è dovuto soprattutto a quella dipendente (-330.000 posti) rispetto a quella indipendente (-178.000 posti). Tra i dipendenti hanno perso il lavoro soprattutto quelli a termine (-220.000 unità pari a un calo del 9,1%) ma anche una parte di coloro che hanno un impiego ‘standard’ (-110.000 unità pari a un calo dello 0,7%). La riduzione dell'occupazione ha riguardato soprattutto gli uomini (350.000 posti in meno con un -2,5%) ma anche le donne con 157.000 posti in meno e un -1,7%.
In termini geografici, gli occupati sono diminuiti soprattutto nel Nord (dove si concentra oltre la metà dei posti persi) con 274.000 posti in meno (-2,3% tendenziale) ma è il Sud che subisce il calo percentuale peggiore (196.000 occupati in meno con un -3%). Il Centro tiene con 38.000 occupati in meno rispetto al secondo trimestre 2008 e un -0,8%. L'ISTAT segnala che la tendenza negativa per l'occupazione prosegue a ottobre. Gli occupati nel mese (dato non destagionalizzato) erano 23.002.000 con un calo del 2,5% rispetto allo stesso mese del 2008. La stima è rivista al ribasso rispetto a quella data due settimane fa dall'Istituto (23.220.000 occupati con un calo dell'1,7%). Secondo il dato grezzo rispetto a ottobre 2008 i posti persi sono 598.000.
Secondo l’ISTAT 508mila posti di lavoro persi nel III trimestre rispetto allo stesso periodo del 2008. E’ il calo peggiore dal 1992. Il tasso di disoccupazione all'8,2%. Per la CGIL, la dura realtà dei fatti supera la propaganda: è ora di agire
17/12/2009
Crolla l’occupazione nel terzo trimestre dell’anno. Secondo la rilevazione sulle forze di lavoro diffuse oggi dall’ISTAT, l’occupazione è diminuita nel terzo trimestre di 508.000 unità rispetto allo stesso periodo del 2008 (-2,2%), mentre ha perso 120.000 unità rispetto al secondo trimestre dell’anno in corso. Un calo che, fa sapere l’istituto statistico, è il peggiore dal ’92 (anno di inizio delle serie storiche elaborate dall’istituto di Via Cesare Balbo), e che 386.000 posti sono stati persi nell'industria.
L’ISTAT fotografa un mercato del lavoro che “continua a deteriorarsi” e un paese dove non solo diventa sempre più difficile trovare un impiego ma anche nel quale cominciano a perdere il posto non solo i precari ma anche coloro che hanno un impiego ‘standard’, ovvero un contratto da dipendente a tempo pieno e indeterminato. Rivista al rialzo anche la stima sulla disoccupazione di ottobre – diffusa nelle scorse settimane – che porta il tasso dei senza lavoro all’8,2% (il dato provvisorio era dell’8%) e i disoccupati nel mese a 2.039.000 unità (invece di 2.004.000).
“La dura realtà dei fatti alla lunga supera dunque ogni tipo di propaganda: adesso siamo ad uno snodo chiave è il momento delle responsabilità e delle azioni concrete”, afferma il segretario confederale della CGIL, Fulvio Fammoni, circa le stime diffuse oggi dall’ISTAT. Un’analisi, rileva il dirigente sindacale, che “fotografa gli effetti reali della crisi sull’occupazione che si era cercato di nascondere dietro un ingiustificato ottimismo di facciata”. Ma soprattutto, aggiunge, “sono dati purtroppo in continuo peggioramento, nonostante il più ampio ricorso agli ammortizzatori sociali, con centinaia di migliaia di persone tutti i mesi in Cassa integrazione, e che confermano le tendenze negative per il lavoro nel 2010”.
L’incontrovertibile verità dei numeri fanno dire a Fammoni che “occorrerebbe da subito produrre il massimo sforzo per prolungare le tutele e ampliarle a chi ne è privo, così bloccare i licenziamenti e far ripartire la produzione e lo sviluppo in maniera consistente. Ma se l’obiettivo centrale per lo sviluppo è non chiudere imprese e non perdere lavoro - conclude Fammoni - la inadeguatezza della Legge Finanziaria, che oggi sarà approvata con l’ennesimo voto di fiducia, è sotto gli occhi di tutti”.
Ritornando alla rilevazione, l’ISTAT rileva che gli occupati complessivi nel terzo trimestre erano 23.010.000, 508.000 in meno rispetto allo stesso periodo del 2008 (-2,2%) e 120.000 in meno rispetto al secondo trimestre (-0,5%). Il dato tendenziale è il peggiore dall'inizio delle serie storiche (1992) e quindi anche di quelli segnati nella crisi del 1994 (con 492.000 posti persi nel primo trimestre). Il calo si è concentrato nell'industria in senso stretto (-307.000 posti con un calo del 6,1%) e nelle costruzioni (-4% pari a -79.000 unità) mentre i servizi hanno perso 97.000 posti (-0,6%).
L'Istituto di Via Balbo segnala come a questi numeri vadano comunque affiancati quelli sulla Cassa integrazione perché circa 281.000 persone ancora occupate hanno dichiarato di non aver lavorato o aver lavorato un numero inferiore di ore nella settimana di riferimento dell'indagine perché in Cassa. Il tasso di occupazione (tra i 15 e i 64 anni) ha il quinto arretramento tendenziale scendendo al 57,5% dal 59% del terzo trimestre 2008. Nella media del trimestre il numero delle persone in cerca di occupazione arriva a 1.814.000 unità (286.000 in più rispetto allo stesso periodo del 2008), dato comunque superato da quello di ottobre che segna per i disoccupati quota 2.039.000 unità (299.000 in più rispetto a ottobre 2008). Nel terzo trimestre le forze di lavoro sono diminuite di 222.000 unità rispetto allo stesso periodo del 2008 (-0,9%) e di 50.000 rispetto a un anno prima. Il calo dell'occupazione è dovuto soprattutto a quella dipendente (-330.000 posti) rispetto a quella indipendente (-178.000 posti). Tra i dipendenti hanno perso il lavoro soprattutto quelli a termine (-220.000 unità pari a un calo del 9,1%) ma anche una parte di coloro che hanno un impiego ‘standard’ (-110.000 unità pari a un calo dello 0,7%). La riduzione dell'occupazione ha riguardato soprattutto gli uomini (350.000 posti in meno con un -2,5%) ma anche le donne con 157.000 posti in meno e un -1,7%.
In termini geografici, gli occupati sono diminuiti soprattutto nel Nord (dove si concentra oltre la metà dei posti persi) con 274.000 posti in meno (-2,3% tendenziale) ma è il Sud che subisce il calo percentuale peggiore (196.000 occupati in meno con un -3%). Il Centro tiene con 38.000 occupati in meno rispetto al secondo trimestre 2008 e un -0,8%. L'ISTAT segnala che la tendenza negativa per l'occupazione prosegue a ottobre. Gli occupati nel mese (dato non destagionalizzato) erano 23.002.000 con un calo del 2,5% rispetto allo stesso mese del 2008. La stima è rivista al ribasso rispetto a quella data due settimane fa dall'Istituto (23.220.000 occupati con un calo dell'1,7%). Secondo il dato grezzo rispetto a ottobre 2008 i posti persi sono 598.000.
martedì 3 novembre 2009
DIRITTI IN PIAZZA
7 novembre: “Diritti in piazza”. La CGIL organizza la seconda giornata della tutela individuale, per rispondere ad un malessere diffuso nel paese contro la perdita del potere d’acquisto di salari e pensioni che rischia di approfondire il disagio sociale di tante famiglie italiane alle prese con una pesante crisi economica. Il sindacato promuoverà iniziative in tutte le piazze d'Italia.
martedì 29 settembre 2009
1° PARTE
Il 26 settembre del 2008 la CGIL di Avellino ha inaugurato la nuova sede in via Padre Paolo Manna ad Avellino.Un sindacato moderno si caratterizza non soltanto per le politiche e le strategie,ma anche per la funzinalità e la modernità della propia sede e dei propi uffici,per la capacità di offrire agli utenti ed agli iscritti una sempre maggiore fruibilità delle propie strutture anche dal punto di vista fisico.Radicamento sul territorio,capacità di seguire e gestire i processi amministrativi e di sviluppo,collaborazione e confronto con le istituzioni territoriali,sono i presupposti dell'azione sindacale della CGIL di Avellino,che mantiene al centro della propia missione,il sostegno ed il supporto ai lavoratori,ai disoccupati,alle famiglie.
ATTIVITA' CGIL DELL'ULTIMO ANNO:
SABATO 27 SETTEMBRE 2008 la CGIL Irpina scende in piazza per i diritti e per cambiare le scelte del governo.
MARTEDI 07 OTTOBRE 2008 Sciopero degli edili con assemblea alla città ospedaliera.
MARTEDI 14 OTTOBRE 2008 la CGIL presenta le proposte sul PIANO STRATEGICO della città di Avellino,avviando un percorso e dialogo con l'amministrazione e con le altre forze sociali.
MERCOLEDI 22 OTTOBRE 2008 la CGIL di Avellino ospita il sindacato francese della CGT.
GIOVEDI 30 OTTOBRE la FLC di Avellino insieme agli studenti partecipano allo sciopero generale della scuola.
SABATO 2 NOVEMBRE 2008 la CGIL partecipa alla manifestazione sull'ex isochimica con proposte di screnning sanitario e riutilizzo dell'area bonificata.
LUNEDI 10 NOVEMBRE 2008 Sciopero Nazionale dei Lavoratori della Mobilità,altissima adesione tra gli autoferrotranvieri Irpini.
VENERDI 14 NOVEMBRE Grande successo dello sciopero della F.P. in Irpinia contro il protocollo Brunetta firmato da CISL e UIL.
VENERDI 21 Mobilitazione contro la precarietà:iniziativa del NIDIL e CGIL.
SABATO 22 NOVEMBRE Futuro e Precarietà in Irpinia:l'unione degli studenti e la CGIL incontrano le Istituzioni.
MERCOLEDI 03 DICEMBRE 2008 Contratti PUBBLICI E SICUREZZA DEI CANTIERI:due iniziative della CGIL.
VENERDI 12 DICEMBRE Sciopero generale della CGIL che propone il sostegno agli investimenti,al welfare e agli immigrati:corteo e manifestazione ad Avellino con una massiccia adesione.
LUNEDI 22 la CGIL incontra il Vescovo Forte donando 1000 EURO per stare idealmente e fisicamente al fianco degli emarginati.
SABATO 24 GENNAIO 2009 tutta la CGIL di Avellino si mobilita per iniziare la raccolta delle firme al Referendum per dire "NO"al contratto della scuola.
MARTEDI 27 E MERCOLEDI 28 GENNAIO Due convegni (Avellino e Ariano Irp.)sulla gionata della memoria.Shoah:il dovere di non dimenticare.
VENERDI 29 La CGIL di Avellino denuncia il commissario prefettizio della Provincia di Avellino in relazione alla nomina illegittima in senso all'IACP di Avellino.
LUNEDI 2 FEBBRAIO Contromanifestazione e proposta di piattaforma per uscire dalla crisi in Irpinia della CGIL alla visita di rappresentanti del governo:governo-incontra.
MERCOLEDI 04 Iniziativa della FIOM per lo stato di crisi nel settore metalmeccanico:FMA,ASTEC,ASM,ARCELOR.
LUNEDI 09 FEBBRAIO Proposte di mobilità sostenibile della FILT e CGIL all'incontro con l'Assessore Genovese del comune di Avellino.
GIOVEDI 12 FEBBRAIO Iniziativa della FILCEM a Solofra sulla crisi del settore della concia.
MERCOLEDI 18 FEBBRAIO Iniziativa CGIL sui risultati della ricerca effettuata dall'Ires CGIL Campania sull'economia ed il sistema produttivo dell'Irpinia,con il coinvolgimento di tutte le categorie.
VENERDI 27 FEBBRAIO La FIOM organizza una manifestazione congiunta della FMA e ALFA di Pomigliano per la battaglia per il diritto al lavoro.
ATTIVITA' CGIL DELL'ULTIMO ANNO:
SABATO 27 SETTEMBRE 2008 la CGIL Irpina scende in piazza per i diritti e per cambiare le scelte del governo.
MARTEDI 07 OTTOBRE 2008 Sciopero degli edili con assemblea alla città ospedaliera.
MARTEDI 14 OTTOBRE 2008 la CGIL presenta le proposte sul PIANO STRATEGICO della città di Avellino,avviando un percorso e dialogo con l'amministrazione e con le altre forze sociali.
MERCOLEDI 22 OTTOBRE 2008 la CGIL di Avellino ospita il sindacato francese della CGT.
GIOVEDI 30 OTTOBRE la FLC di Avellino insieme agli studenti partecipano allo sciopero generale della scuola.
SABATO 2 NOVEMBRE 2008 la CGIL partecipa alla manifestazione sull'ex isochimica con proposte di screnning sanitario e riutilizzo dell'area bonificata.
LUNEDI 10 NOVEMBRE 2008 Sciopero Nazionale dei Lavoratori della Mobilità,altissima adesione tra gli autoferrotranvieri Irpini.
VENERDI 14 NOVEMBRE Grande successo dello sciopero della F.P. in Irpinia contro il protocollo Brunetta firmato da CISL e UIL.
VENERDI 21 Mobilitazione contro la precarietà:iniziativa del NIDIL e CGIL.
SABATO 22 NOVEMBRE Futuro e Precarietà in Irpinia:l'unione degli studenti e la CGIL incontrano le Istituzioni.
MERCOLEDI 03 DICEMBRE 2008 Contratti PUBBLICI E SICUREZZA DEI CANTIERI:due iniziative della CGIL.
VENERDI 12 DICEMBRE Sciopero generale della CGIL che propone il sostegno agli investimenti,al welfare e agli immigrati:corteo e manifestazione ad Avellino con una massiccia adesione.
LUNEDI 22 la CGIL incontra il Vescovo Forte donando 1000 EURO per stare idealmente e fisicamente al fianco degli emarginati.
SABATO 24 GENNAIO 2009 tutta la CGIL di Avellino si mobilita per iniziare la raccolta delle firme al Referendum per dire "NO"al contratto della scuola.
MARTEDI 27 E MERCOLEDI 28 GENNAIO Due convegni (Avellino e Ariano Irp.)sulla gionata della memoria.Shoah:il dovere di non dimenticare.
VENERDI 29 La CGIL di Avellino denuncia il commissario prefettizio della Provincia di Avellino in relazione alla nomina illegittima in senso all'IACP di Avellino.
LUNEDI 2 FEBBRAIO Contromanifestazione e proposta di piattaforma per uscire dalla crisi in Irpinia della CGIL alla visita di rappresentanti del governo:governo-incontra.
MERCOLEDI 04 Iniziativa della FIOM per lo stato di crisi nel settore metalmeccanico:FMA,ASTEC,ASM,ARCELOR.
LUNEDI 09 FEBBRAIO Proposte di mobilità sostenibile della FILT e CGIL all'incontro con l'Assessore Genovese del comune di Avellino.
GIOVEDI 12 FEBBRAIO Iniziativa della FILCEM a Solofra sulla crisi del settore della concia.
MERCOLEDI 18 FEBBRAIO Iniziativa CGIL sui risultati della ricerca effettuata dall'Ires CGIL Campania sull'economia ed il sistema produttivo dell'Irpinia,con il coinvolgimento di tutte le categorie.
VENERDI 27 FEBBRAIO La FIOM organizza una manifestazione congiunta della FMA e ALFA di Pomigliano per la battaglia per il diritto al lavoro.
domenica 13 settembre 2009
GRANDE !!!! EPIFANI
Epifani, non ci rassegniamo, il Mezzogiorno è una priorità per il Paese
13/09/2009 Alla prima festa della CGIL Campania il Segretario Generale interviene sul piano annunciato da Scajola, “il governo apra un tavolo e ci ascolti”
Non si rassegna la CGIL: il Sud è e resta una priorità per l'intero Paese. E la passione messa per mettere su la prima festa della CGIL Campania, in una delle aree simbolo dei problemi economici e irrimediabilmente sociali della regione (Torre del Greco) lo dimostra. Nell'area degli ex mulini, luogo fascinoso e decadente, emblema della dismissione industriale della provincia di Napoli, il Segretario Generale della CGIL, Guglielmo Epifani, viene accolto con grande calore da centinaia di persone. Eppure la dura realtà del luogo riporta tutti con i piedi a terra: prima del suo intervento, infatti, Epifani incontra i lavoratori della B-Ticino (incontrerà poi quelli della Alcatel e di Atitech), una delle poche realtà industriali presenti in questa difficile provincia di Napoli e in area di smobilitazione.
La CGIL da tempo chiede di focalizzare l'attenzione su quest'area del paese perché “questa è una crisi che farà pagare al Mezzogiorno il costo più alto”, esordisce Epifani, intervistato dal direttore de 'Il Mattino', Virman Cusenza, di fronte ad una numerosa platea giunta da tutta la regione. Il rischio è, infatti, spiega il leader sindacale, “che quello che si chiude qui non verrà più riaperto, pregiudicando non solo le reti economiche, ma soprattutto quelle sociali e di legalità”. Eppure il governo non sembra percepire il pericolo perché, oltre il piano decennale annunciato dal ministro Scajola alla Fiera del Levante, “il Mezzogiorno è il grande dimenticato nel dibattito politico di questi mesi”.
Sul punto, da Torre del Greco, Epifani risponde al piano annunciato dal ministro dello Sviluppo economico. “Il governo apra un confronto con tutte le realtà del Mezzogiorno - ha detto il Segretario Generale della CGIL -, ci dica quali sono le sue scelte e si confronti” ma, avverte, “non inventiamoci che la soluzione dei problemi sia la costruzione di centrali nucleari, rigassificatori e oleodotti. Non penso sia giusto pensare al Sud come ad un luogo nel quale si produce o si trasporta energia. Non può essere utilizzato solo come una grande area di consumo”. La formula giusta è il 'tutto si tiene'. “Qui c'è bisogno di sanità, di scuole, di infrastrutture e di tessuto industriale: lo sviluppo deve tenere assieme tutte queste cose”. Per questo ci sono 'controsensi' che non tornano nell'operato del governo: i precari della scuola, che pagano i tagli della 'riforma' Gelmini, sono concentrati soprattutto qui in Campania e in Calabria. “Perché, mi chiedo, creare tutti questi precari qui se poi deve pagargli l'indennità di disoccupazione: se li devi pagare fallo per ciò che sanno fare”, afferma Epifani.
La CGIL ha idee e progetti per il Mezzogiorno che vuole confrontare con il governo e con tutte le parti coinvolte, dalla politica al mondo del lavoro. Ma c'è un punto fermo da cui partire: la difesa strenua dell'occupazione. “Qui il lavoro va difeso con le unghie e con i denti e mi piacerebbe che il governo lo dicesse”. Non si stanca di ripeterlo il numero uno della CGIL: “Da questa crisi si esce tutti insieme. Non se ne esce se si pensa di abbandonare questa parte del paese”.
Il contributo del sindacato, per tirare il paese fuori dalla crisi, è essenziale, così come lo è stato in questi mesi governando responsabilmente la crisi: “Nessuno qui ha 'la ricetta' per affrontare e risolvere i problemi del Mezzogiorno - ha detto -. Se ne esce solo mettendo assieme le proposte di tutti e confrontandole perché ognuno è portatore di una parte di verità che da sola non basta. C'è l'urgente bisogno di una sede seria di confronto dove guardare in faccia la realtà e discutere insieme sul come fare le cose utili: in questo senso il metodo diventa sostanza”. Ma oltre il metodo c'è anche il merito. In chiusura Epifani annuncia, quella che il direttore Cusenza definisce una 'chicca', ovvero una delle proposte che la CGIL vorrebbe avanzare al governo, nell'attesa sempre più pressante di un tavolo di confronto sul Mezzogiorno: “Perché - ha concluso Epifani - non destinare le risorse incamerate dallo scudo fiscale al Meridione?”.
13/09/2009 Alla prima festa della CGIL Campania il Segretario Generale interviene sul piano annunciato da Scajola, “il governo apra un tavolo e ci ascolti”
Non si rassegna la CGIL: il Sud è e resta una priorità per l'intero Paese. E la passione messa per mettere su la prima festa della CGIL Campania, in una delle aree simbolo dei problemi economici e irrimediabilmente sociali della regione (Torre del Greco) lo dimostra. Nell'area degli ex mulini, luogo fascinoso e decadente, emblema della dismissione industriale della provincia di Napoli, il Segretario Generale della CGIL, Guglielmo Epifani, viene accolto con grande calore da centinaia di persone. Eppure la dura realtà del luogo riporta tutti con i piedi a terra: prima del suo intervento, infatti, Epifani incontra i lavoratori della B-Ticino (incontrerà poi quelli della Alcatel e di Atitech), una delle poche realtà industriali presenti in questa difficile provincia di Napoli e in area di smobilitazione.
La CGIL da tempo chiede di focalizzare l'attenzione su quest'area del paese perché “questa è una crisi che farà pagare al Mezzogiorno il costo più alto”, esordisce Epifani, intervistato dal direttore de 'Il Mattino', Virman Cusenza, di fronte ad una numerosa platea giunta da tutta la regione. Il rischio è, infatti, spiega il leader sindacale, “che quello che si chiude qui non verrà più riaperto, pregiudicando non solo le reti economiche, ma soprattutto quelle sociali e di legalità”. Eppure il governo non sembra percepire il pericolo perché, oltre il piano decennale annunciato dal ministro Scajola alla Fiera del Levante, “il Mezzogiorno è il grande dimenticato nel dibattito politico di questi mesi”.
Sul punto, da Torre del Greco, Epifani risponde al piano annunciato dal ministro dello Sviluppo economico. “Il governo apra un confronto con tutte le realtà del Mezzogiorno - ha detto il Segretario Generale della CGIL -, ci dica quali sono le sue scelte e si confronti” ma, avverte, “non inventiamoci che la soluzione dei problemi sia la costruzione di centrali nucleari, rigassificatori e oleodotti. Non penso sia giusto pensare al Sud come ad un luogo nel quale si produce o si trasporta energia. Non può essere utilizzato solo come una grande area di consumo”. La formula giusta è il 'tutto si tiene'. “Qui c'è bisogno di sanità, di scuole, di infrastrutture e di tessuto industriale: lo sviluppo deve tenere assieme tutte queste cose”. Per questo ci sono 'controsensi' che non tornano nell'operato del governo: i precari della scuola, che pagano i tagli della 'riforma' Gelmini, sono concentrati soprattutto qui in Campania e in Calabria. “Perché, mi chiedo, creare tutti questi precari qui se poi deve pagargli l'indennità di disoccupazione: se li devi pagare fallo per ciò che sanno fare”, afferma Epifani.
La CGIL ha idee e progetti per il Mezzogiorno che vuole confrontare con il governo e con tutte le parti coinvolte, dalla politica al mondo del lavoro. Ma c'è un punto fermo da cui partire: la difesa strenua dell'occupazione. “Qui il lavoro va difeso con le unghie e con i denti e mi piacerebbe che il governo lo dicesse”. Non si stanca di ripeterlo il numero uno della CGIL: “Da questa crisi si esce tutti insieme. Non se ne esce se si pensa di abbandonare questa parte del paese”.
Il contributo del sindacato, per tirare il paese fuori dalla crisi, è essenziale, così come lo è stato in questi mesi governando responsabilmente la crisi: “Nessuno qui ha 'la ricetta' per affrontare e risolvere i problemi del Mezzogiorno - ha detto -. Se ne esce solo mettendo assieme le proposte di tutti e confrontandole perché ognuno è portatore di una parte di verità che da sola non basta. C'è l'urgente bisogno di una sede seria di confronto dove guardare in faccia la realtà e discutere insieme sul come fare le cose utili: in questo senso il metodo diventa sostanza”. Ma oltre il metodo c'è anche il merito. In chiusura Epifani annuncia, quella che il direttore Cusenza definisce una 'chicca', ovvero una delle proposte che la CGIL vorrebbe avanzare al governo, nell'attesa sempre più pressante di un tavolo di confronto sul Mezzogiorno: “Perché - ha concluso Epifani - non destinare le risorse incamerate dallo scudo fiscale al Meridione?”.
venerdì 4 settembre 2009
domenica 5 luglio 2009
Epifani, in autunno lavoratori a Roma perché il governo veda i volti di questa crisi
02/07/2009 Dalla 13° edizione della festa di Serravalle Pistoiese il leader della CGIL esplicita la mobilitazione e annuncia un presidio permanente a Palazzo Chigi
Un governo che continua a negare la crisi ha bisogno di guardarla in faccia per prenderne coscienza. Per questo motivo, mentre con tutta probabilità “in autunno la situazione sarà ancora più pesante”, la CGIL porterà a Roma i lavoratori perché il paese possa vedere “i volti di questa crisi”, mentre un gazebo permanente di fronte a Palazzo Chigi, e animato dai delegati delle mille aziende in crisi, sarà una testimonianza che “questo è un paese dove non si danno risposte”. Il segretario generale della CGIL, Guglielmo Epifani, coglie l'occasione del faccia a faccia col numero uno del Partito Democratico, Dario Franceschini, offerta dalla 13° edizione della CGIL incontri 'Diritti e Libertà' a Serravalle Pistoiese, per esplicitare la mobilitazione già annunciata all'Assemblea Nazionale della FIOM.VIINFORMO
Sollecitato, infatti, da una domanda del moderatore dell'incontro, il direttore del quotidiano 'La Stampa', Mario Calabresi, spiega i termini della mobilitazione. “Per l'autunno vedo una situazione progressivamente pesante: sono molte le aziende in crisi e tanti i punti di sofferenza e io sono per non lasciare soli questi lavoratori”, ha spiegato Epifani poco prima di annunciare le intenzioni del sindacato. Infatti, che la crisi ci sia, benché il governo continui a negare, sono i numeri a confermarlo, e ciò che dietro questi si nasconde. “I conti dicono che il Paese andrà indietro di 5 punti di Pil, e penso anche qualcosa in più”, ha detto il leader di Corso d'Italia aggiungendo che una percentuale del genere vuol dire “90 miliardi di euro bruciati”. Ciò significa “avere fabbriche che chiudono, imprese che spariscono, lavoratori in cassa integrazione - per chi la ha -, precari senza lavoro”.
Da questa consapevolezza, confermata da tutti gli istituti di statistica, nazionali e internazionali, con la sola voce contraria del governo, il segretario generale della CGIL ha mosso le sue critiche all'operato dell'esecutivo. Secondo Epifani, infatti, se si fossero messi in campo “soldi veri” e non “provvedimenti che si autofinanziano”, come l'ultimo decreto varato dal governo, la caduta del Pil sarebbe stata meno pesante. “Si poteva arrivare a meno 3 punti - ha detto - mettendo risorse in due direzioni: la prima, riavviando la domanda interna attraverso un sostegno ai consumi detassando le spese dei lavoratori dipendenti e dei pensionati; l'altra, rendendo 'flessibile' il patto di stabilità che vincola i comuni”. Ma un governo che nega la crisi, e i suoi effetti, di conseguenza non si attrezza per affrontarla e “qui sta la critica della CGIL al governo”. Una critica che fa male al governo che, di fatti, soffre di una sorte di “sindrome” per cui quando viene criticato dà la colpa alla CGIL, come accaduto con la sua visita a Napoli. “Ma siamo in democrazia e una critica o un fischio capita a tutti. Non è che c'è qualcuno che è indenne dal diritto di fischio: è la democrazia”, ha chiosato Epifani tra gli applausi della platea.
Ma in un confronto, quello tra il leader della CGIL e quello del Pd, che ha toccato tutti i temi della politica e quelli della crisi, è stata la cronaca a irrompere e, segnatamente, il drammatico incidente di Viareggio. “Un fatto tragico eppure esemplificativo di un mondo senza regole che va corretto”, ha detto Epifani nel sostenere che per quanto si possa parlare di fatalità, questa “è una costante delle cose che accadono ma mai quella che le scatena”. Viareggio è per questi motivi “una metafora dei nostri tempi, di una globalizzazione non regolarizzata, di un processo di liberalizzazione che per funzionare ha bisogno di regole certe e efficaci”. Ma, nello specifico, per il leader CGIL, anche le Ferrovie dello Stato devono porsi il problema della sicurezza perché una parte dei nostri treni, siano essi merci o per pendolari, “non è degna di un paese civile”. Motivi che hanno portato il segretario generale a proporre “un provvedimento che preveda si rottamino i vecchi treni dei pendolari e anche le vecchie navi in modo che si lavoro e anche maggior sicurezza”. Il governo, ha sollecitato in conclusione Epifani, “provi ad avere un'idea su questo”VIINFORMO
02/07/2009 Dalla 13° edizione della festa di Serravalle Pistoiese il leader della CGIL esplicita la mobilitazione e annuncia un presidio permanente a Palazzo Chigi
Un governo che continua a negare la crisi ha bisogno di guardarla in faccia per prenderne coscienza. Per questo motivo, mentre con tutta probabilità “in autunno la situazione sarà ancora più pesante”, la CGIL porterà a Roma i lavoratori perché il paese possa vedere “i volti di questa crisi”, mentre un gazebo permanente di fronte a Palazzo Chigi, e animato dai delegati delle mille aziende in crisi, sarà una testimonianza che “questo è un paese dove non si danno risposte”. Il segretario generale della CGIL, Guglielmo Epifani, coglie l'occasione del faccia a faccia col numero uno del Partito Democratico, Dario Franceschini, offerta dalla 13° edizione della CGIL incontri 'Diritti e Libertà' a Serravalle Pistoiese, per esplicitare la mobilitazione già annunciata all'Assemblea Nazionale della FIOM.VIINFORMO
Sollecitato, infatti, da una domanda del moderatore dell'incontro, il direttore del quotidiano 'La Stampa', Mario Calabresi, spiega i termini della mobilitazione. “Per l'autunno vedo una situazione progressivamente pesante: sono molte le aziende in crisi e tanti i punti di sofferenza e io sono per non lasciare soli questi lavoratori”, ha spiegato Epifani poco prima di annunciare le intenzioni del sindacato. Infatti, che la crisi ci sia, benché il governo continui a negare, sono i numeri a confermarlo, e ciò che dietro questi si nasconde. “I conti dicono che il Paese andrà indietro di 5 punti di Pil, e penso anche qualcosa in più”, ha detto il leader di Corso d'Italia aggiungendo che una percentuale del genere vuol dire “90 miliardi di euro bruciati”. Ciò significa “avere fabbriche che chiudono, imprese che spariscono, lavoratori in cassa integrazione - per chi la ha -, precari senza lavoro”.
Da questa consapevolezza, confermata da tutti gli istituti di statistica, nazionali e internazionali, con la sola voce contraria del governo, il segretario generale della CGIL ha mosso le sue critiche all'operato dell'esecutivo. Secondo Epifani, infatti, se si fossero messi in campo “soldi veri” e non “provvedimenti che si autofinanziano”, come l'ultimo decreto varato dal governo, la caduta del Pil sarebbe stata meno pesante. “Si poteva arrivare a meno 3 punti - ha detto - mettendo risorse in due direzioni: la prima, riavviando la domanda interna attraverso un sostegno ai consumi detassando le spese dei lavoratori dipendenti e dei pensionati; l'altra, rendendo 'flessibile' il patto di stabilità che vincola i comuni”. Ma un governo che nega la crisi, e i suoi effetti, di conseguenza non si attrezza per affrontarla e “qui sta la critica della CGIL al governo”. Una critica che fa male al governo che, di fatti, soffre di una sorte di “sindrome” per cui quando viene criticato dà la colpa alla CGIL, come accaduto con la sua visita a Napoli. “Ma siamo in democrazia e una critica o un fischio capita a tutti. Non è che c'è qualcuno che è indenne dal diritto di fischio: è la democrazia”, ha chiosato Epifani tra gli applausi della platea.
Ma in un confronto, quello tra il leader della CGIL e quello del Pd, che ha toccato tutti i temi della politica e quelli della crisi, è stata la cronaca a irrompere e, segnatamente, il drammatico incidente di Viareggio. “Un fatto tragico eppure esemplificativo di un mondo senza regole che va corretto”, ha detto Epifani nel sostenere che per quanto si possa parlare di fatalità, questa “è una costante delle cose che accadono ma mai quella che le scatena”. Viareggio è per questi motivi “una metafora dei nostri tempi, di una globalizzazione non regolarizzata, di un processo di liberalizzazione che per funzionare ha bisogno di regole certe e efficaci”. Ma, nello specifico, per il leader CGIL, anche le Ferrovie dello Stato devono porsi il problema della sicurezza perché una parte dei nostri treni, siano essi merci o per pendolari, “non è degna di un paese civile”. Motivi che hanno portato il segretario generale a proporre “un provvedimento che preveda si rottamino i vecchi treni dei pendolari e anche le vecchie navi in modo che si lavoro e anche maggior sicurezza”. Il governo, ha sollecitato in conclusione Epifani, “provi ad avere un'idea su questo”VIINFORMO
Etichette:
VIINFORMO
giovedì 25 giugno 2009
Iscriviti a:
Post (Atom)